Casiopea Jive Jive GuitarClub Febbraio 1985

Marco E. Nobili 01 feb 1985
Occorre premettere che viene proposto questo “Jive Jive” poiché è uno degli ultimi album incisi dal gruppo, ma coloro che non conoscessero i Casio Pea, possono ascoltare qualsiasi loro album reperibile, poiché la qualità ed il genere suonato si equivalgono. In particolare suggeriamo l’ottimo “live” - Mint Jam -.

“Jive Jive” è stato pubblicato nell’83 con etichetta ALFA e poiché non ci risulta essere distribuito regolarmente in Italia, lo si potrà trovare di importazione. Se siete consueti lettori di questa rubrica, vi chiederete in che cosa i Casio Pea abbiano fatto “centro”, risultanto ai più un nome relativamente sconosciuto.

Ebbene, più che un “centro” musicale vero e proprio, quello dei Casio Pea è un “centro” culturale, trattandosi di un gruppo giapponese. I giapponesi sono particolarmente apprezzati come costuttori di strumenti ad alto contenuto tecnologico, ma per quanto riguarda l’aspetto musicale non hanno dato molto alla cultura occidentale.

Anzi anche in Giappone viene “consumata” musica prevalentemente esterofila, americana in particolare. Ad esempio la “fusion” ha avuto un terreno molto fertile in Giappone, quasi più che non paradossalmente in America, e nomi come Lee Ritenour, Larry Carlton, Steve Gadd, Harvey Mason, Don Grusin Abe Laboriel ...
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Casiopea
Jive Jive
ALFA
etc. sono molto popolari in Giappone.

I Casio Pea, pur richiamandosi a questi modelli espressivi, hanno dimostrato che anche i giapponesi sanno fare musica, sanno suonare gli strumenti al pari e a volte meglio di questi grandi caposcuola d’oltreoceano. La loro musica può essere considerataa metà tra funky, jazz e “easy listening” e volendo usare un termine coniato da poco, si può definirla “Crossover”, in pratica una “fusion” della miglior specie.

Come gruppo sono apparsi sulla scena pochi anni fa, ma hanno al proprio attivo già numerosi dischi. Sono emersi da un concorso indetto dalla Yamaha come gruppo emergente e si sono subito distinti come autori validi e strumentisti eccezionali.

Il quartetto dei Casio Pea è formato da: Issei Noro alle chitarre, Minoru Mukaiya alle tastiere, Tetsuo Sakurai al basso e Amira Jimbo alla batteria. In questo “Jive Jive” sono contenuti 9 brani, e gli strumenti usati sono stati i seguenti. Le chitarre tutte Yamaha: una SG “custom original”, una SG 3000 ed una inconsueta SG 1000 fretless, cioè senza tasti. Le tastiere vanno dalle Yamaha GS 1 e DX 7 al CS 70 M e Roland JP6, oltre che al piano acustico e all’Emulator. Il bassista ha usato uno Yamaha BB 2000 ed un Kramer KMZ 6000.

Il batterista integra il set Yamaha Recording YD 9000 con la Simmons, la Linn elettronica e alcuni effetti percussivi della AMDEK (gruppo Roland).

Apre la prima facciata “Sweat it out”, uno dei più bei brani dell’album, suonato con energia ed incisività, dove si apprezzano il “tempismo” di Akira Jimbo e il tipo sound aleatorio e quasi magico dei migliori “Casio Pea”. Segue “In the Pocket”, brano leggermente più sofisticato, dove un valido contributo viene fornito dagli arrangiamenti e dalle ottime sonorità delle tastiere di Mukaiya. Il terzo pezzo è “Right from the heart” che come anticipa il titolo “direttamente al cuore” è un brano sentimentale, il primo cantato, con relativi cori, piuttosto melodico e quasi “mediterraneo”. Si prosegue con “Step Daughter” una composizione divertente ed armonizzata con cura. Semplice ma espressivo il breve assolo di Issei Noro.

Ricordiamo che Issei Noro, pòtre ad essere il chitarrista e praticamente il leader del gruppo, ne è anche il produttore insieme a Richard Manwaring. Conclude la prima facciata “Secret Chase” con un’introduzione del GS 1 Yamaha ed un’atmosfera orientaleggiante e quasi da colonna sonora di un film d’amore. Prosegue con atmosfere di vario genere.

Il primo brano del lato “B” è “Fabby Dabby” dove c’è un uso impressionante dei fiati, e non si riescie a capisce se si tratta di un’orchestra vera oppure delle sovrapposizioi di sintetizzatori in modo estremamente efficace. Il brano prosegue con riff swingato di basso, sul quale eseguono assoli di alta classe sia il tastierista che il chitarrista. Probabilmente i fiati sono un missaggio di strumenti veri appoggiati dal synth. Secondo brano “Living on a feeling”, un “easy listening” quasi alla Jeff Lorber.

Ottima la tecnica ed il tocco del chitarrista nell’assolo del pezzo. Un brano da ascoltare. Ultimi due brani “S-E” e “What Can’t Speak Can’t lie”, il primo un funky con parecchio “tiro” ed il secondo un lento cantato doppiato dal bassoin sonorità fretlesss. Il disco è stato registrato e mixato in Inghilterra, a Lodra, e stampato in Giappone; il risultato e la qualità di registrazione e di riproduzione sono di alto livello.

Possiamo solo auspicare che i Casio Pea non rimangano una mosca bianca nel panorama musicale giapponese, e magari di poterli ascoltare presto anche da noi.


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