Le chitarre di... Steve Vai GuitarClub Agosto 1985

Andrea Pennesi 01 ago 1985
Questa puntata di “La chitarra di…” necessita di una breve premessa relativa ad un antefatto certamente degno di nota.

Nel 1982 ebbi modo di vedere Frank Zappa dal vivo e notai, come molti altri, la bravura del chitarrista allora ventiduenne che, nonostante la struttura da big band del gruppo di Frank Zappa, riusciva a farsi notare per una tecnica spaventosa unita ad una freschezza , inventiva e maturità delle quali ben pochi chitarristi post-Van Halen possono fregarsi.

Il giovane Steve Vai pubblicò l’anno scorso un L.P. intitolato Flexable registrato con un 8 piste, di difficile reperibilità che, a prescindere dalle influenze zappiane, mi sorprese per la grande maestria ed inventiva nelle composizioni ma soprattutto nel solismo, contraddistinto da un uso del vibrato Floyd Rose veramente magico, anche nei suoni puliti.

Contemporaneamente lessi un’intervista a Graham Bonnel, grande vocalist ex Rainbow, ex Michael Schenker ora Alcatraz, il quale così esordiva “Non ne potevo più di Yngwie Malmsteen, il chitarrista più egocentrico e montato che abbia mai conosciuto; quel piccolo buco di… crede di essere il figlio di Ritchie Blackmore a 45 giri: è insopportabile! Ora ho trovato “the men” che farà impallidire Malmsteen ed i suoi fans; si chiama Steve Vai ...
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info intervista

Steve Vai
e con me e lui insieme ne vedrete delle belle...”
Personalmente la penso esattamente come Bonnet e sono sicuro che con l’ausilio di un bravo produttore l’imminente nuovo disco degli Alcatraz, registrato con un vero studio di registrazione, potrà spingere Vai molto in alto.

Non minore importanza riveste il fatto che Steve Vai sia entrato nella “advisory board” di Guitar Player, rivista per la quale effettua le trascrizioni degli assoli più difficili con maestria e fedeltà eccelse (ha esordito con Eruption di Van Halen).

Sotto la spinta di un’inguaribile passione e della voglia di presentare una novità ai lettori di Guitar Club, decisi di scrivere a Steve Vai negli U.S.A. e, sorpresa delle sorprese, ricevetti prontamente una lettera di risposta che riporto tradotta:
Buongiorno Andrea,
ho ricevuto la tua lettera, grazie tanto per avermi scritto (il cuore italiano si sente! n.d.r.)
Voglio parlarti un pò di me per la rivista.
Ho iniziato a suonare la chitarra a tredici anni, in gruppi rock fino a quando andai al Berkley College of Music di Boston nel 1978.
Poi, nel 1979, iniziai a lavorare con Frank Zappa trascrivendo musica per un libro intitolato “The Frank Zappa guitar song book".
In seguito, durante il 1980, mi sono trasferito a Los Angeles per unirmi al gruppo di Zappa e da allora ho fatto tournée con lui per tre anni, incluso il tour che comprendeva le principali città italiane.
Dopo mi sono fatto uno studio di registrazione ad 8 piste per registrare Flexable che è disponibile principalmente per posta (i migliori negozi di importazione ne sono forniti n.d.r.)
Recentemente mi sono aggregato ad un gruppo di heavy rock chiamato Alcatraz e sto lavorando alla registrazione del disco che uscirà nel febbraio ‘85 per la Capitol Records.
Dal momento che sono italiano al 100% (entrambi i genitori n.d.r.), uno dei periodi più belli della mia vita è stato quello del tour italiano; mi dispiace molto non aver potuto essere con Frank nel suo ultimo tour in Italia, ma spero di ripetere l’esperienza in futuro.
Adesso il mio equipaggiamento consiste di Fender Stratocasters, amplificatori Carvin da 100 watts, di un Super Overdrive e di un Roland DDL 3000. Tanti ringraziamenti e God Bless,
di Andrea Pennesi

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