Alberto Camerini GuitarClub Dicembre 1989

Achille Maccapani 01 dic 1989
Moltissimi conoscono Alberto Camerini, da poco rientrato sulla scena nostrana con un album di rock vigoroso "Angeli in Blue Jeans". Ma Camerini è anche un bravo chitarrista (oltre ad essere un lettore assiduo della nostra rivista). Ci è dunque sembrato opportuno incontrarlo dopo l'uscita del suo ultimo ellepì per parlare di lui, delle sue chitarre e del suo amore per la musica.

Il tuo nuovo album Angeli in Blue Jeans rappresenta, a mio parere, l'inizio di una nuova fase della tua carriera artistica. Da che cosa è scaturita l'esigenza di cambiare?
Il mio obiettivo è quello di fare più musica e meno immagine, per cui vorrei far emergere quei valori musicali, invece di una immagine kissistica o troppo heavy metal dei miei tempi passati. Ora voglio far emergere il mio amore per la chitarra, per la musica e per il mio modo di suonare.

Che chitarre hai usato per questo album?
Io sono un heavy metal, per cui uso un pickup Di Marzio Dual Sound, e un pickup humbucking doppio. I due humbucking li ho applicati sulla Ibanez Destroyer, che ormai è fuori produzione, l'ellepì l'ho realizzato con questa chitarra e con una Arrow Vantage con ...
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info intervista

Alberto Camerini
Angeli in Blue Jeans
pickup Di Marzio.

E la chitarra acustica che si sente in "Bettina"?
E' una Fender acustica che ho affittato per l'occasione... una fenderina piccola country western molto bella, in effetti.

E per quanto riguarda le parti di lead guitar?
Per quello che riguarda il fraseggio della chitarra solita, mi sono servito dell'humbucking distorto. Nel brano "C'è Una Chitarra", a dispetto del titolo, c'è un lavoro di chitarra ritmica, mentre in "Romeo" c'è un assolino. Devo comunque dire che Roberto Colombo (il mio produttore) ha lavorato col campionatore, per cui ogni canzone prevedeva tre parti diverse di lead guitar, suonate liberamente, che sono state campionate e delle quali sono state tenute solo quelle interessanti. Devo ammettere che il suo è stato un grosso lavoro per questo album. Tornando alle chitarre, attualmente mi trovo bene con la Arrow Vantage giapponese, che è una imitazione della Flying Arrow Gibson, con i pickup humbucking che hanno una buona distorsione, se saturati. Per le parti di ritmica ho usato una Fender Bullet, una chitarra che ha il Fender sound col pickup a bobina singola, e che mi va bene per realizzare ritmiche pulite. Ad esempio, l'inciso di "Monna Lisa" è stato eseguito con quella Fender inserita nel Marshall. Ho usato soltanto Marshall come amplificazione...

Magari collegato con un Overdrive, se ho ben capito dall'ascolto del disco...
Esaatto, si trattava proprio di un Overdrive Boss Heavy Metal. Il Marshall lo uso con molta saturazione e con il volume a 3-4, abbastanza basso... riesco comunque a sfruttare le basse dei quattro coni. Sono stati messi molti microfoni per registrare il suono dei quattro coni del Marshall ed abbiamo utilizzato una particolare tecnica studiata ad hoc dal fonico Silvano Roggero. Per quanto riguarda poi gli effetti, mi sono servito di un Digital Delay che ha Roberto Colombo nel suo studio.

Prova a raccontarmi del lavoro chitarristico su "Va Bene Così", il brano che dà inizio all'ellepì...
"Va Bene Così" è un pezzo di chitarra con molti armonici, non ho usato la leva, sia perché mi piace molto l'uso dell'armonico, sia perché una parte di questi assoli era già pronta dal 1983, ai tempi di "Computer Capriccio", quando non avevo ancora montato la leva sulla mia chitarra. Adesso ho una leva Kahler che, per me che ho una mano piuttosto piccola, trovo migliore della Floyd Rose, che è più dura.
Ho usato molti armonici nell'assolo di questo brano... un pò come lo fa Charlos Cavazo, ma ci ero già arrivato da solo. Lo si fa appoggiando il pollice, appena dopo che hai dato la pennata...

Che tipo di esercizi fai quotidianamente?
Faccio due tipi di esercizi. Un esercizio tipo heavy metal usando l'Eko Polyphemus che mi permette l'utilizzo della leva e degli armonici: metto l'ampli per terra, al massimo del volume, con una pila sola anziché due, per dare più saturazione, e ci appoggio il piede sopra, chiudendo come unn wha-wha. In questo modo eseguo scale violinistiche, l'hammer on, il pull off e altre tecniche varie... anzi, ho anche applicato sull'elettrica delle progressioni vivaldiane... L'altro tipo di esercizio che faccio da sei mesi circa è quello di ottenere dei suoni pulitissimi usando molto il pickup al manico anziché quello al ponte, senza distorsione e con un amplificatore costruito apposta per me dalla ditta Ampa di Milano. Su quell'amplificatore pulitissimo, da 10 watt, faccio degli esercizi di swing-blues, utilizzando delle scale di estrazione jazz negro. Mi sono trascritto alcuni assoli di Barney Kessel, qualcosa di Pat Metheny, di John Scofield, e di Jim Hall.

Cosa ne pensi di Stanley Jordan?
Ha lavorato nell'ultimo disco di Stanley Clarke, però lì fa poco o niente.
Ho invece comprato di recente un disco di Yngwie Malmsteen, un chitarrista che usa poco la mano destra e molto quella sinistra. E' molto bianco, in senso chitarristico, e molto europeo; infatti studia musica classica, in particolare quella spagnola e Paganini...

E' vero, ma secondo me Malmsteen è troppo veloce! Personalmente, sono più orientato verso chitarristi dotati di capacità che non siano fini a se stesse, come nel caso di Steve Vai che nell'ultimo ellepì di David Lee Roth fa letteralmente parlare la chitarra...
Beh, quella cosa che dici tu è facilissima, la faceva già Hendrix!... Comunque è molto interessante. Vorrei essere considerato un chitarrista rock italiano, anche se ora amo molto suonare la fusion. Sto lavorando molto sulla chitarra jazz, e potrei sostenere, con molto piacere, delle jam-session con musicisti amici, dai quali ho imparato a conoscere e suonare questo genere di musica che mi ha avvicinato a formazioni tipo quelle dei Yellow Jackets, Step Ahead, Brecker Brothers, ecc.

Mi hanno aiutato molto anche Giaso Cancellieri, Pierluigi Ferrari e Sergio Pescara. Da loro ho imparato molto, però la mia visceralità viene fuori negli assoli rock. Vorrei dunque essere considerato come un chitarrista rock italiano, che riesce ad inserire parti di violino nel rock.

Ad esclusione di "Bettina", il tuo album mi sembra abbastanca rockettaro...
Ma non è solo rock! "Va Bene Così" è un r'n'b come lo è "C'è Una Chitarra". Questo album è stato molto influenzato dai Rolling Stones, anche se qui c'è la presenza dei sintetizzatori.

Spiegaci un pò come ottieni gli armonici e il larsen...
In "Va Bene Così" ci sono degli armonici che sembrano suonati sulla quinta ottava, mentre invece sono suonati sulla seconda ottava e con un armonico. Per esempio, il pezzo è in Sol maggiore, per cui uso una scala di Mi minore per improvvisare: alzando il Si bemolle al Sus sulla terza corda al terzo tasto, uso l'armonico e mi viene un suono che è di due ottave sopra, è quindi più facile secondo me usare l'armonico, sulla seconda ottava.

Sulla quarta ottava invece c'è quella parte di manico, il cosiddetto manico violinistico mandolinato, sul quale si lavora più facilmente, a livello di sonorità, con la leva per eseguire le cose violinistiche.
Per il larsen, uso molto il booster che in pratica è un distorsore. Anche usando la leva vai in larsen molto facilmente con la chitarra, e cioè con una vibrazione veloce ed intensa. Io uso la Kahler, mi trovo benissimo e la trovo morbida.

Per quanto riguarda infine gli amplificatori, vorrei comprarmi un Seymour Duncan cone Jeff Beck, oppure un Mesa Boogie, oppure un Fender da affiancare al Marshall con due cabinets 4x12" per poter avere i suoni più puliti.

Parlaci delle tue chitarre, che sono molte...
Ho una Guild vecchissima del '68, una Thunderbird, che era dei Lovin' Spoonful e che ho comprato da "Manny's" a New York del '69, per 250 dollari. La mia prima vera chitarra dopo la Eko a tre pickups è stata una custom made che collegavo ad un ampli Jolly Davoli, La Guild Thunderbird ce l'ho ancora, aveva dei pickup Dan Electro, che ho fatto sostituire con dei pickup Stratocaster dal liutaio Camillo Sanpaolo. Poi ho una Fender Lead I con un humbucking splittabile al ponte, che però è fuori produzione.

Poi c'è la Fender Bullet, di cui ti ho già parlato. La perla della mia collezione è però costituita dalla Gibson Les Paul gold top a bobina singola del '69. Con Finardi ho usato sempre questa chitarra. Poi è arrivata la già citata Ibanez Destroyer II ed ho acquistato una Fender Grunnar M33, quella senza corpo, che mi serviva, durante le tournèe, per suonare in automobile con l'amplificatore a pile. Per quanto concerne le altre chitarre ho una Martin D-28 e un'altra vecchia Martin che mi ha comprato Finardi in America e che però mi si è rotta... ha un buco enorme. Ho anche una Giannini brasiliana con le corde di nylon nere che è davvero molto bella.

Dimmi quali corde prediligi e che scalatura usi sulla chitarra elettrica...
Di solito uso Picato e La Bella, a volte anche il set Fender Rock'n'Roll. La scalatura è: 0.08-0.10-0.18 (o 0.20), 0.24 (o 0.26) - 0.38 e 0.48. Le prime corde sono scalate di poco per avere sugli accordi bassi più volume di basso...

Quando cambi il set di corde, in genere?
Quando sono in tournée, spesso, se devo lavorare ad un ellepì, le cambio sempre.

Quali chitarristi italiani apprezzi in questo momento in modo particolare?
Pierluigi Ferrari per il feeling e per la varietò dell'ispirazione della tecnica. Poi, a livello di rock, Maurizio Solieri, anche se non fa delle cose particolarmente difficilil, ma ha un vibrato molto buono, quasi da Queen. E poi aggiungerei anche Stefano Tessarin, che lavorava nel mio gruppo, prima di fondare i Vanadium: nel '79 avevamo fatto una tournèe, dove ho potuto suonare insieme con lui ed ammirare la sua bravura di chitarrista heavy metal.

Cosa ne pensi del Guitar Synth e del synth-axe?
Trovo che siano molto interessanti, perché praticamente consentono di suonare i synth, anche a noi chitarristi, nonché di memorizzare suoni con il computer : non vedo l'ora di acquistarmi un Ibanez guitar synth o un Roland.

Ho provato anche il Takemine al SIM, e devo dire che è più convincente. L'unico pericolo di questi strumenti è che non so quanto possano essere compatibili i bending e le alzate di nota, dato che il guitar synth non permette ancora di fare abbassature e trilli di leva. Io lavoro, ad esempio, molto sui trilli, gli armonici, le doppie note, nel senso che una rimane fissa e l'altra la alzi. Questo strumento comunque mi interessa molto, soprattutto per gli aspetti compositivi, timbrici e per il fatto di poter usare un sintetizzatore polifonico e di avere una timbrica con vari expander che è molto interessante.

Possiedo un vecchio guitar synth Roland: è molto pesante e ha dei difetti, non ha expander, è quasi una pedaliera, ha dei grossi compressori e distorsori, ma comunque mi soddisfa molto.

Ho visto che qui in casa hai uno studio domestico: è qui che realizzi i provini?
In realtà questo studio non serve molto per i provini, ma per metter giù delle melodie. Ho un FX15 Fostex, una batteria elettronica Roland CR8000, un DX7, una batteria elettronica RXII Yamaha e un CX5M Yamaha, che è grandioso. Ho anche un Commodore 64 con un programma che ho comprato da Meazzi. A volte uso il DX7 per fare sequenze di basso veloci e accordi semplici sul Commodore, poi mando il tutto nel FX15, tramite un riverbero Yamaha R1000, poi sovrappongo la voce. Non sto molto a curare la qualità della registrazione, poiché serve più che altro a dare l'idea di ciò che hai in mente. Secondo me, la computer music deve cominciare dove finisce il limite della tecnica umana, ma non deve sostituirsi ad essa: per questo mi servo di tale mezzo solo per la scrittura dei bassi.
Mi sono acquistato vari spartiti orchestrali di Stravinsky e Gershwin, e ho cominciato ad analizzarli e a lavorare verso una direzione che chiaramente non può interessare l'industria ma che è una ricerca per l'arte e per il futuro.

Quando stai lavorando sui provini sovrapponi qualche pista di chitarra?
Mah, dipende... "Cuori Senza Rima" è nata da un riff di chitarra, come "Va Bene Così" e "Angeli In Blue Jeans" invece "Monna Lisa" è nata accompagnando con le tastiere la melodia.

Ci sono stati degli out-takes, cioè brani inediti, non inclusi in questo ellepì?
Per fare questo album avevo quaranta canzoni, ma di materiale eterogeneo, e abbiamo voluto evitare di inserire i vari tipi di stili in un unico ellepì. Avevo delle canzoni funky che non rendevano se cantate in italiano: avevo in mente delle cose da discoteca con dei bellissimi arpeggi di computer, ma nei quali non poteva emergere la chitarra e via di seguito. Abbiamo scelto di conseguenza tutto il materiale rhythm'n'blues che dava più spazio alla chitarra e ai testi e siamo andati avanti su questa strada. Il rock lo sento nei miei nervi, per questo ho fatto questa scelta, anche se nei prossimi album vorrei usare chitarre con leva, trilli, violini, arpeggi e una base di breakdance, non una base annacquatamente fusion o funky.

Quali sono i tuoi chitarristi preferiti all'estero?
John Scofield, Al Di Meola, Jeff Beck, Randy Rhoads, John Mc Laughlin e Paul Metheny.

Ti è piaciuto Flash?
No, non mi hanno convinto i cantanti , e neppure "People Get Ready", alcune cose invece mi sono piaciute come "Ambitious", e il lavoro di Nile Rodgers, cioè la ritmica computerizzata con la chitarra.

Quali chitarre recentemente uscite sul mercato ti hanno colpito di più?
Le Kramer, per l'innovazione della leva, le Charvel Jackson, per i pickup attivi e per il fatto di aver reintrodotto il pickup a doppia bonina splittabile. Comunque mi piace sempre la Fender Contemporary, la Fender Standard.
Un modello di chitarra che desidero moltissimo è l'Ibanez modello George Benson, e sicuramente la comprerò al più presto, per potermi veramente gustare quelle scale di swing, jazz, blues, fusion...

Per concludere, che consigli daresti ad un giovane chitarrista?
Innanzitutto informarsi, quindi tenere contatti con musicisti e imitare, perché l'imitazione è l'inizio dell'apprendimento che poi si sviluppa automaticamente. Si arriva ad un punto in cui non si riesce a copiare se non da se stessi, a quel punto nasce il proprio stile.
Poi occorre studiare musica, anche l'armonia, ricordarsi che non è la velocità quella che determina comunicazione e arte. L'arte è un sentimento che deriva dal cuore. Bisogna suonare, non demoralizzarsi mai, e pensare che la chitarra è uno strumento di espressione. Occorre dunque suonare prima di tutto per se stessi e non cadere nell'errore di voler suonare per far vedere agli altri quanto si è bravi.

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